Giallo nella notte: uomo a terra sulle scale di San Felice Martire

SAN FELICE A CANCELLO. Paura poco prima della mezzanotte in via Concenzione, strada centrale della città che costeggia la chiesa di San Felice Martire.

Qui alcuni residenti e passanti hanno lanciato l’allarme per via della presenza di un uomo riverso sulle scale della chiesa più importante della città.

Alla vista dei suddetti l’uomo non si muoveva, sembrava esanime. Qualcuno ha cominciato ad urlargli delle parole, ma non rispondeva.

Nessuno però si è avvicinato e immediatamente sono stati allertati i soccorsi; dal vicino Psaut è arrivata un’ambulanza.

Gli operatori si sono avvicinati all’uomo e hanno visto che era un extracomunitario dell’est Europa di circa 30 anni.

Il ragazzo a quel punto ha esclamato di non voler essere visitato e si è allontanato dalla zona della chiesa con le sue gambe.

IL BOATO TRA SMAV E SAN MARCO

Contemporaneamente andava in scena anche un tam tam sui social per via di un boato molto forte che faceva vibrare i vetri delle abitazioni nella zona tra San Marco, via Prolungamento Libertà fino a piazza Aragona di Santa Maria a Vico. Ma non si udivano subito dopo né sirene, né mezzi di soccorso e né mezzi di polizia.

Commozione ai funerali di Alfonso: sulle note di Prince corteo lungo un chilometro

SAN FELICE A CANCELLO. Si sono celebrati nel primissimo pomeriggio i funerali di Alfonso Ferrara, il 43enne di via Circumvallazione deceduto a causa del grave incidente la notte del 31 dicembre.

La funzione si è svolta nella chiesa grande di San Felice Martire a San Felice a Cancello.

Tantissima l’affluenza per l’ultimo saluto al bancario, commozione e lacrime, Alfonso era amatissimo, tutti si sono stretti idealmente alla madre Rosa, al padre Giuseppe e alle sorelle Marta e Loredana.

Ai lati della bara le sue quattro chitarre, la sua passione, le ha volute fortemente la famiglia.

Tante persone, amici e conoscenti provenienti da ogni angolo della provincia di Caserta e dal napoletano. La generazione dei quarantenni tutta presente, senza alcuna esclusione. D’altronde Alfonso Ferrara era molto noto ed appartenente ad una famiglia molto conosciuta. Per questo, tanti sanfeliciani e tante sanfeliciane si sono stretti nell’ultimo saluto: tutti uniti dalle lacrime che rigano il viso e squarciano il silenzio della chiesa di San Felice Martire.

La parrocchia strapiena nell’abbraccio ai familiari mentre tanti altri gremivano la scala principale. Un grande applauso ha accompagnato la salma portata a spalla dagli amici di sempre, subito dopo le note di Prince partite al termine del rito liturgico e diffuse anche all’esterno da casse montate per l’occasione.

 

Una struggente Alleluja e le parole di Don Antonio Cozzolino hanno acceso la riflessione sul mistero e la ricchezza della vita, mentre Padre Enrico dei Barnabiti ha sottolineato che solo la fede può aiutare in momenti così difficili, quando una giovane vita lascia la vita terrena: “pensiamo all’ingiustizia, a quanto sia impossibile da accettare che un giovane pieno di vita debba lasciarci in questo modo. Per questo, dobbiamo stringerci e guardare a Dio”.

Alfonso lascia la chiesa accompagnato da un lungo corteo, almeno un chilometro di amore fino al cimitero, partito con il lancio di palloncini colorati, voluto dagli amici sul sagrato della parrocchia di San Felice Martire.